Il gitano delle pietre

Roger De Vlaeminck taglia il traguardo a braccia alzate in maglia G&S — Milano-Sanremo, anni ’70

Roger De Vlaeminck (Eeklo, 24 agosto 1947) è stato uno dei più grandi classicisti della storia del ciclismo. Soprannominato “il Gitano” per il suo stile libero e imprevedibile, vinse quattro Parigi-Roubaix (1972, 1974, 1975, 1977), tre Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia. In carriera non conobbe mai la parola rimpianto — solo strada, pietre e vittoria.
“Le pietre non si aggirano. Si conquistano.”

Roger De Vlaeminck in fuga solitaria sul pavé — Parigi-Roubaix 1977

C’è una strada nel nord della Francia che non perdona. Si chiama Parigi-Roubaix — l’Inferno del Nord. Centinaia di chilometri di pavé antico, pietre sconnesse, fango, polvere, cadute. Una corsa che non premia i più veloci né i più forti. Premia i più coraggiosi. Quelli che guardano le pietre in faccia e decidono di non girarci attorno.
Roger De Vlaeminck quelle pietre le guardò in faccia quattro volte. E quattro volte vinse.

Roger De Vlaeminck in salita, maglia Brooklyn — foto autografata, anni ’70

Non era un ciclista che aspettava. Non era un corridore che calcolava, che gestiva, che conservava le energie per il momento giusto. De Vlaeminck attaccava. Sempre. Il suo soprannome — il Gitano — non era solo un’immagine romantica. Era una filosofia di vita. I gitani non seguono strade tracciate dagli altri. Le tracciano loro. Su qualsiasi terreno, in qualsiasi condizione, verso qualsiasi orizzonte.
Su quelle pietre di Roubaix, il Gitano era a casa.

Roger De Vlaeminck a fine Parigi-Roubaix — il volto dell’Inferno del Nord, anni ’70

Vinse la prima Parigi-Roubaix nel 1972, a soli 24 anni. Poi tornò nel 1974, nel 1975, nel 1977. Quattro vittorie che nessun altro nella storia moderna del ciclismo è riuscito ad eguagliare. Ma non fu solo Roubaix — fu Milano-Sanremo per tre volte, il Giro di Lombardia per tre volte, la Parigi-Bruxelles, la Gand-Wevelgem. De Vlaeminck era ovunque le strade diventavano dure, ovunque la corsa si faceva selettiva, ovunque i più forti si fermavano e i più coraggiosi continuavano.

Roger De Vlaeminck taglia il traguardo della Milano-Sanremo, maglia Brooklyn — anni ’70

Perché De Vlaeminck aveva capito qualcosa che pochi capiscono davvero: le pietre non si aggirano. Si conquistano.
Non esisteva condizione meteo che lo fermasse. Non esisteva pavé così sconnesso da spezzargli il ritmo. Non esisteva caduta — e ne ebbe tante — capace di togliergli la voglia di rialzarsi e ripartire. Ogni ostacolo era una prova. Ogni prova era un’occasione. Ogni pietra era un gradino verso il traguardo.

Roger De Vlaeminck a casa — il Gitano non smette mai di pedalare, anni ’70

Questo è il segreto del Gitano. Non la tecnica, non la potenza, non la fortuna. La decisione di non cercare la strada più facile quando davanti hai quella giusta.
Nella vita, come nel ciclismo, le pietre ci sono per tutti. La differenza non sta nell’evitarle — sta in come le affronti.
Smetti di cercare la strada senza ostacoli. Quelle pietre, conquistale. Una alla volta.

Lascia un commento