
Ogni traguardo ha in sé tante avventure, e tante strade, ma la differenza è come li si attraversano, lo stile fa la differenza, fa la qualità.
Maurice Leblanc, autore di Arsène Lupin, faceva dire al suo personaggio:” Tutto, ma con eleganza” a tal punto che il ladro divenne il ladro gentiluomo, furti che quasi erano opere d’arte.

Jaques Anquetil, un corridore di un eleganza eccezionale, così elegante nella sua pedalata, che per descriverla, i cronisti utilizzarono per la prima volta l’espressione “gli si può poggiare una coppa di champagne sulla schiena” per descriverne la fermezza e la posizione. Posizione di un’eleganza e potenza unica, potenza che gli permisero di vincere per ben 9 volte il Gran Premio delle Nazioni (fr. Grand Prix des Nations) corsa a cronometro di ciclismo su strada che si svolse in Francia dal 1932 al 2004, nel mese di settembre, considerata la prova a cronometro più ambita e prestigiosa prima dell’introduzione del campionato del mondo di specialità.
Vincitore di cinque Tour de France, anche uno dei soli sette corridori (il primo in ordine cronologico) ad essere riuscito ad imporsi in ciascuno dei tre maggiori giri nazionali (oltre al Tour de France, anche il Giro d’Italia e la Vuelta a España). Vinse anche nella stessa stagione (1964) il Giro d’Italia e il Tour de France, impresa prima di lui riuscita al solo Fausto Coppi, divenendo inoltre dodici mesi prima il primo (e finora unico insieme a Bernard Hinault e Chris Froome) a trionfare al Tour e alla Vuelta nello stesso anno.

Il campione, però, amava la bella vita, ma sapeva dedicarsi al raggiungimento dei sui traguardi, con una concentrazione e dedizione di un’eleganza unica che lo rendevano la stella del ciclismo.
Un Atleta di una classe unica nel suo genere.
Jaques Anquetil eleganza e potenza nella sua determinazione.
