
Grinta e solo grinta, a tal punto da sentire solo il desiderio di raggiungere il proprio traguardo, quel punto, in cui il dolore e la fatica sono solo un dettaglio e non un ostacolo sulla propria strada, anzi, un motivo per cui vale la pena arrivare prima.
Lui, Il Cannibale, Eddy Merckx, non desiderava altro, un desiderio assoluto che gli valse quel soprannome che incuteva timore, ma un timore d’ammirazione per come esprimeva il suo desiderio di vittoria.
Eddy Merckx di Tour de France se ne aggiudicò cinque edizioni (1969, 1970, 1971, 1972 e 1974), record condiviso con Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain, cinque edizioni del Giro d’Italia (1968, 1970, 1972, 1973 e 1974), eguagliando il primato di successi di Alfredo Binda e Fausto Coppi, e una edizione della Vuelta a España, nel 1973.
Eddy Merckx di grinta ne aveva da vendere, la grinta di voler vincere tutto e di più, una grinta da costargli il soprannome di Cannibale.
Guarda la tua strada, il tuo percorso, punta il tuo traguardo e vinci, non ascoltare chi non vede la sua vittoria e pensa solo alla sconfitta degli altri.