Un atleta non si domanda mai quanta strada dovrà fare

Jacques Anquetil (Mont-Saint-Aignan, 8 gennaio 1934 – Rouen, 18 novembre 1987) in maglia Saint-Raphaël al Tour de France del 1963


Una foto, un istante reso eterno, l’indescrivibile emozione delle imprese.

Gli atleti come i ciclisti, prendono partono, e non si domandano mai quanta strada ci sia da fare, ma semplicemente sognano il traguardo e lo raggiungono, solo il loro obiettivo li guida, e grazie a questo lo raggiungono.

Jacques Anquetil vincitore di cinque Tour de France, è anche uno dei soli sette corridori (il primo in ordine cronologico) ad essere riuscito ad imporsi in ciascuno dei tre maggiori giri nazionali (oltre al Tour de France, anche il Giro d’Italia e la Vuelta a España). Vinse anche nella stessa stagione (1964) il Giro d’Italia e il Tour de France, impresa prima di lui riuscita al solo Fausto Coppi, divenendo inoltre dodici mesi prima il primo (e finora unico insieme a Bernard Hinault e Chris Froome) a trionfare al Tour e alla Vuelta nello stesso anno.

Fu uno dei più grandi ciclisti di tutti i tempi. Professionista dal settembre del 1953 (a soli 19 anni) al 1969 con 205 vittorie.

Viene considerato dagli esperti uno dei più forti cronoman della storia del ciclismo, essendosi messo in luce fin dal giorno che, ancora diciannovenne, partecipò nel settembre 1953 al Grand Prix des Nations, gara di 140 km a cronometro, e vinse con più di 6 minuti di vantaggio sul secondo classificato. Egli fece sua ben nove volte (le prime sei consecutivamente, dal 1953 al 1958) questa prova, che allora era considerata un informale campionato del mondo a cronometro. In tutto, ha vinto nella sua carriera ben 60 prove a cronometro contro avversari tra i più qualificati.

La sua evidente potenza nel mulinare i lunghi rapporti è stata alla base di molte delle 26 vittorie nelle gare a tappe che fanno parte del suo bottino. È indubbia la sua caratteristica di corridore tattico, e talvolta poco spettacolare, che gli ha consentito di vincere più volte nei grandi Giri. Egli in genere ha costruito le sue maggiori vittorie con una costante supremazia, a volte schiacciante, nelle tappe a cronometro. Tuttavia spesso ha vinto o ha fatto registrare grandi performance anche in tappe di montagna molto selettive, per cui in definitiva la sua arma migliore è stata la sua regolarità su tutti i terreni. Miguel Indurain è forse il ciclista che più si è approssimato al suo profilo nei decenni successivi.

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